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| Convegno internazionale "Nigra sum" |
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Sorry, no translation available. See the Italian version. 20-22 maggio 2010 Si è concluso con grande successo di critica e di pubblico, il Convegno Internazionale “Nigra sum. Culti, santuari e immagini delle Madonne Nere d’Europa”, svoltosi dal 20 al 22 maggio 2010 a Oropa (BI) e a Crea (AL), Il Convegno ha visto la partecipazione di oltre 20 relatori provenienti da tutto il mondo che hanno aperto un confronto su un tema comune a molte realtà devozionali europee. In occasione del convegno è stata presentata una banca dati delle Madonne Nere d’Europa: il Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Oropa, hanno curato la ricerca on line che ha portato alla costruzione della banca dati consultabile sul sito www.nigrasum.it. Le Madonne di alcuni celebri Santuari mariani d’Europa sono nere o brune: Oropa, Crea, Varese e Loreto in Italia, Montserrat in Spagna, Czestochowa in Polonia, Einsiedeln in Svizzera, Rocamadour in Francia, sono i vertici di un diffuso e poco noto fenomeno di immagini mariane caratterizzate dal colore bruno della Vergine. In ambito europeo le Madonne Nere costituiscono un comune patrimonio religioso, storico, culturale e artistico: in questo censimento effettuato sul web sono state individuate 746 Madonne Nere, di cui 431 in Francia, 126 in Italia, 108 in Spagna, 18 in Germania, 17 in Belgio, 8 a Malta, 7 in Svizzera, 5 in Austria, 4 in Repubblica Ceca, 3 in Romania e in Portogallo, 2 in Polonia, in Croazia, in Lussemburgo, nel regno Unito, 1 in Irlanda, in Kosovo, in Lettonia, in Lituania, in Montenegro, in Ungheria e in Turchia.Ai lavori del Convegno hanno contribuito, oltre al Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei e all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, docenti dell’Università degli studi di Torino, di Bari, di Firenze, di Napoli “Federico II”, di Roma “La Sapienza”, di Rennes, di Tolosa, di San Antonio nel Texas; studiosi provenienti dai musei di Czestochowa, di Mannheim e dall’archivio della Santa Casa di Loreto. “Dalle relazioni storiche, suffragate dall’analisi delle antiche statue, è emerso un dato: all’origine i volti e le mani delle madonne e dei Bambini erano di norma rosati, (…); l’annerimento era successivo, dovuto al gran numero di candele e lampade votive acceso in loro onore. (…) Le statue nere sono di tutte le epoche e di tutti i tipi (…) e sono contraddistinte da origini leggendarie che rimandano a ritrovamenti miracolosi in luoghi selvaggi, vicino a grotte o sorgenti, e spesso la loro fabbricazione è attribuita a un santo o a San Luca, se non addirittura ad angeli. E’ intorno alla statua miracolosa che è sorto il santuario, situato quasi sempre lungo vie di transito importanti sin dal medioevo, percorse dai pellegrini che andavano a Santiago, a Roma o addirittura in Terrasanta”. L’Osservatore Romano, 25 maggio 2010 |





