Ritorno a Oropa: I giovani all'estero e il futuro dell'associazionismo

II a EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE “RITORNO A OROPA DEI PIEMONTESI NEL MONDO” 14-16 LUGLIO 2017: LE NUOVE MIGRAZIONI DEI GIOVANI PIEMONTESI NEL MONDO E L’ASSOCIAZIONIAMO SARANNO I TEMI CENTRALI DEL CONVEGNO
 
Visto il successo ottenuto dalla Ia edizione della manifestazione, svoltasi nel mese di luglio del 2016, il Santuario d’Oropa, come già era stato anticipato nelle relazioni conclusive del Convegno dello scorso anno, sta organizzando la IIa Edizione della manifestazione che si articolerà in tre giornate ed avrà, come nucleo centrale, il Convegno al quale parteciperanno Autorità del territorio, rappresentanti delle Associazioni dei Piemontesi in Piemonte e nel Mondo e studiosi delle tematiche migratorie.

Le Associazioni piemontesi, in questi ultimi anni, stanno subendo una graduale “mutazione” non solo grazie ai ricambi generazionali fisiologici che hanno portato alla presidenza delle stesse soggetti più giovani con idee innovative, ma anche a causa dell’impatto, che le vede coinvolte in prima persona, che su di loro hanno i nuovi flussi migratori di giovani piemontesi.

Anche nel 2016 il “Rapporto Migrantes, ha fotografato un vero e proprio “esodo incrementale”, dall’Italia verso il mondo, di soggetti giovani definiti “Millennials” e “post Millennials”che cercano uno sbocco occupazionale all’estero.

Se a queste due categorie assommiamo le fasce che comprendono coloro i quali giovani non sono più, e ci riferiamo alla fascia che comprende soggetti tra i quaranta e i cinquant’anni, che si sentono penalizzati dal mercato del lavoro e delusi da un’occupazione non all’altezza delle loro aspettative professionali ed economiche, si arriva ad un incremento delle migrazioni che si attesta al 6%.

Se l’Associazionismo , ai suoi albori, svolse il ruolo di “Mutuo Soccorso” imperniato soprattutto nel compito di sostenere i nostri emigrati, scarsamente alfabetizzati e professionalmente poco qualificati, ad integrarsi nelle Comunità d’emigrazione anche sotto il profilo economico, ora deve fare i conti con un tipo emigrazione ben diversa e con caratteristiche totalmente differenti da quella di un tempo.

E’ necessario quindi che le Associazioni mutino radicalmente i loro ambiti di attività se vogliono continuare a mantenere il loro ruolo di importante riferimento per i nostri emigrati che, come abbiamo già potuto analizzare in altre sedi e come ben descrive il “Rapporto Migrantes” sono altamente scolarizzati, hanno una conoscenza linguistica approfondita e una cultura ad alto livello.

Questi nuovi giovani emigrati, pur non rinnegando l’appartenenza alla Terra d’origine, si sentono “traditi” dalla stessa e psicologicamente individuano, nella loro necessità d’emigrare, un rifiuto della stessa che non ha saputo offrire loro le opportunità per una collocazione lavorativa corrispondente al loro curriculum scolastico ed alla loro professionalità.

Oltre a ciò si sentono cittadini del mondo e quindi non sono attratti da iniziative dedicate prevalentemente alla “memoria degli avi” finalizzate alla celebrazione del passato remoto ed aspirano ad avere rapporti con associazioni dinamiche che fotografano il presente proiettando la loro attività verso il futuro in perfetta connessione con le realtà del Paese ove operano.

Questo nuovo “taglio” dell’attività associativa potrebbe far emergere anche le opportunità occupazionali dei luoghi ove hanno sede le associazioni  creando una rete di sinergie importanti.

Alcune associazioni sono già state in grado di “mutare la loro pelle” divenendo forti punti di riferimento per le nuove generazioni che tentano la fortuna all’estero.

Considerato che i flussi migratori dei “Millennials” sono in continuo sviluppo, purtroppo, e molti altri giovani sono in procinto di partire, o partiranno, da qui alla fine del corrente anno, mutando le proprie caratteristiche e sviluppando la loro capacità di fare”rete” le associazioni potranno costituire nuovamente un’attrattiva importante e saranno in grado di operare non sul passato ma sul presente.

Di questo, e di molto altro, si parlerà ad Oropa nei tre giorni della manifestazione anche grazie alle testimonianze dirette di molti presidenti di Associazioni piemontesi e di vecchi e giovani emigrati che continuano ad essere i migliori testimonials della nostra Terra nel  mondo.

Tre giorni in cui, momenti dedicati alla conoscenza delle bellezze e della cultura piemontese si alterneranno a momenti di confronto, di dialogo e di riflessione.
 
Paola Alessandra Taraglio
 
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