Oropa 2020: le corone, il manto e il pellegrinaggio in Terra Santa

2020 minOROPA 2020: IN CAMMINO VERSO LA QUINTA CENTENARIA INCORONAZIONE DELLA MADONNA
Al via i primi tre progetti: Il Manto della Misericordia, le Corone e il Pellegrinaggio in Terra Santa
 
Con la fine dell’anno, ci prepariamo ad entrare nel 2019 e ci avviciniamo sempre più alla Quinta Centenaria Incoronazione della Madonna d’Oropa, che non si limiterà soltanto alla cerimonia liturgica di fine agosto 2020, ma sarà un cammino che prevede una serie di eventi, progetti ed iniziative di interesse e richiamo in ambito nazionale e con la partecipazione di fedeli, famiglie e visitatori da tutto il mondo. 
 
L’intenzione – spiega Don Michele Berchi, rettore del Santuario di Oropa – è trovarci insieme a camminare scoprendo che c’è un punto di unità nel nostro territorio: un’unità che nasce da qualcosa di più grande di noi”.
 
Nel 2020, domenica 30 agosto si svolgerà la quinta secolare Incoronazione della Madonna. Ma cosa vuol dire oggi incoronare l’antica effige della Madonna di Oropa? Il gesto liturgico di porre la corona sulla testa del Figlio e della Madre fa di Oropa il luogo dell’identità, dove si attinge nuova forza per affrontare tutte le difficoltà. Oropa è il luogo dove il bisogno profondo che vivono le donne e gli uomini del nostro tempo si stringe al legame profondo con la Madonna, che è Vergine, Regina, ma anche Madre e Donna, temi che ci riportano all’attualità dell’epoca in cui viviamo. In questo senso, siamo tutti “Figli di una Regina”: figli che nella fratellanza e nella comunione formano la corona più preziosa.  La corona è un segno del nostro affetto e impegno di cambiamento: il cammino verso il  2020 è un’occasione per riscoprire, anche per i non credenti, la solidarietà, la speranza e la positività di cui tutti abbiamo bisogno. 
 
Per questo Le doniamo una corona – spiega Don Michele - Una corona fatta di figli. Figli di una Regina che ci è madre. Il nostro desiderio è che tutti coloro che sono affezionati  ad Oropa, si riconoscano in questo gesto: donarle il nostro sincero desiderio di conversione, donarle noi stessi. Questa si sarà una preziosa corona che la Madonna indosserà volentieri.” 
 
 
Questi i primi progetti a prendere avvio:
1. Le corone per la Madonna e per il Bambino
2. Il Manto della Misericordia
3. Il Gemellaggio - pellegrinaggio in Terra Santa

1.       LE CORONE PER LA MADONNA E PER IL BAMBINO

 Regina del monte di Oropa. È così che viene invocata la Vergine di Oropa – spiega don Paolo Boffa, Vicario Generale della Diocesi di Biella -  con il titolo di Regina. È così che si propone a noi nella sua integrità la venerata statua di Oropa: è una Regina, con una corona in capo che fa un corpo unico con la statua lignea.  Lei stessa, come qualcuno ha fatto notare, si fa trono del Bambino Gesù che porge sul suo braccio: Lui, il  Re”.

L’incoronazione del 2020 è un gesto superato? E’ eredità di un altro tempo? Un gesto che, se riproposto oggi, può apparire superficiale e fuori luogo rispetto all’attuale società? La scelta è stata quella di riprendere un gesto della tradizione per riallacciarlo alla contemporaneità, perché possa far sentire coinvolti ed abbracciare tutti, non solo coloro che sono devoti ad Oropa e ai Santuari mariani. Mettere la corona sulla testa della Madonna e del Bambino èaffermare che Oropa è di tutti, delle migliaia di persone che ogni anno si recano al Santuario, Biellesi, Vercellesi, Eporediesi, Astigiani…un legame forte, che è molto più di una tradizione e che ha reso Oropa una meta entrata nella consuetudine di tante famiglie, non solo biellesi o piemontesi, ma anche da tutto il mondo.

La Diocesi di Biella e il Comitato Oropa 2020 si sono lungamente confrontati, giungendo alla conclusione che “ogni tempo ha la sua corona”, cioè ha propria modalità di esprimere una caratteristica di affidamento e di riconoscimento del particolare legame che ci lega, tutti, a quell’immagine. Escluso l’utilizzo delle corone conservate nel Museo dei Tesori del Santuario le quali appartengono a un linguaggio liturgico e imperiale che mal parlerebbe all’uomo del nostro tempo, resta la domanda: come progettare due corone che parlino di un gesto di affidamento (a partire dal momento storico ed esistenziale attuale)  della gente biellese e dei devoti della Madonna di Oropa? Come fare sì che le corone siano uno strumento simbolico in grado di catalizzare attenzione, affetto, insomma un sincero atto di affidamento alla “Vergine sovrana” e “mistica Signora” e al Figlio che Lei ci offre?  

Oropa è di tutti – continua Don Paolo - nell’immaginario biellese è anche di chi non si riconosce nella chiesa e nei suoi linguaggi. Il gesto di incoronare la Madonna di Oropa non può non tenere conto di questa sensibilità e straordinaria specificità”. 

Il gesto dell’incoronazione si fa carico di molteplici componenti: elemento liturgico – pastorale; elemento di evangelizzazione; elemento caritativo: incoronare Maria significa incoronare i poveri e dunque una corona che rimandi agli altri, dunque “la corona come carità” e “la carità come corona”; elemento femminile: tutti abbiamo bisogno di una Madre; elemento popolare: è il gesto di affidamento di tutto il popolo, come può la corona nascere dal popolo perché la senta propria? Perché si riconosca in essa? Come lasciare emergere gli elementi che papa Francesco ama ricordare come “mistica popolare”? (EG 122-126); elemento culturale: le corone vengono a fare parte del patrimonio di storia di un popolo, più che la preziosità si viene a cogliere il significato del gesto rappresentato dal bene prezioso-corona. 

A questo proposito, il libro liturgico che presenta il Rito di Incoronazione, detto Benedizionale, spiega cosa si intende per preziosità: “Per il diadema o la corona si usi una materia atta ad esprimere la dignità singolare della beata Vergine; si eviti tuttavia una troppo dispendiosa fastosità, come pure uno sfoggio esagerato di gemme che disdica alla sobrietà del culto o risulti in qualche modo offensivo per quello che è l'umile tenore di vita dei fedeli del luogo”.      

La proposta di un concorso nazionale

Alla luce di queste provocazioni è stato approntato con l’Ufficio Nazionale dei Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana l’idea di bandire un concorso di idee per la progettazione e la realizzazione di due “corone” per la statua della Vergine Maria e del Bambino Gesù. Responsabile di questo procedimento è la Diocesi di Biella, in collaborazione con l’Ente Laicale di Culto Santuario di Oropa e naturalmente con l’Ufficio CEI Beni Culturali. 

Come procederà il concorso? In due fasi

1.      Nei prossimi mesi, all’inizio dell’anno 2019, verrà presentato agli artisti che operano in ambito nazionale un invito a manifestare interesse per questo bando. Tale manifestazione, con tutto il materiale, sarà presente sul sito della Diocesi di Biella (www.diocesibiella.it) e ripreso dal sito www.bce.chiesacattolica.it . Nel giro di un mese gli artisti interessati (sia in forma collettiva di gruppo di artisti, botteghe, ecc… sia in forma individuale) dovranno comunicare alla Diocesi di Biella la loro manifestazione di interesse allegando sia il curriculum che un portfolio. Una prima commissione valuterà le richieste pervenute e in base agli indicatori del curriculum e delle opere realizzate sceglierà almeno sette richieste di partecipazione. 

2.      Nella seconda fase, gli artisti selezionati potranno iniziare a lavorare sulla base delle indicazioni previste dal bando: è stata prevista un’esperienza conoscitiva ad Oropa, per vivere più da vicino la sua spiritualità e la sua storia. A quel punto gli artisti prepareranno ciascuno, anche sulla scorta della scheda tecnica fornita, il progetto delle due corone. Una seconda giuria valuterà i bozzetti, di cui uno verrà proclamato vincitore e portato a esecuzione. Entro la fine di novembre del 2019 ci sarà la proclamazione del bozzetto vincitore, entro maggio 2020 le Corone saranno consegnate alla Diocesi e poi recate con un gesto di fede e preghiera al Santuario, pronte per la domenica 30 agosto 2020.

 

 2.      IL MANTO DELLA MISERICORDIA 

In occasione della V Centenaria Incoronazione, unitamente alla corona, verrà offerto un manto alla Madonna di Oropa. Così come la corona che le porremo in capo è fatta di figli, figli di una Regina, anche il Suo manto, che dalla corona discende, vorrà rappresentare simbolicamente tutti noi. 

Nella storia dell’arte – spiega Alessandra Alberto, ideatrice del progetto -  il manto della Madonna è un simbolo di protezione che unisce tutto il popolo”. 

Desideriamo che nessuno sia escluso dall’abbraccio della Regina della Misericordia – spiega Don Michele Berchi -  Tutti possiamo rifugiarci sotto il manto di Maria:  vogliamo che tutti possano dire «ci sono anch’io! ci sei anche tu!» 

Il manto sarà confezionato dalle suore benedettine di Orta unendo pezzi di stoffa che ciascuno di noi è chiamato a donare:  piccoli riquadri presi da un tessuto che ci è particolarmente caro perché rappresenta un momento significativo della nostra vita, o di qualcuno che ci è caro e di cui, davanti alla Madonna, desideriamo prenderci cura affidandolo a Lei.  Qualche esempio? L’abito da sposo e da sposa, la tuta da lavoro, una giacca, il grembiule da cucina, il lenzuolo del letto… 

Quel manto non sarà né bello né brutto! Sarà... noi, così come siamo – spiegano Don Michele e Alessandra Alberto -   Sarà un manto che esprimerà il desiderio di ricucire le divisioni; che sarà povero di materiale ma ricco di lavoro; che rappresenterà il nostro desiderio di essere vicino a Lei, anzi di poterLe stare addosso perché ci porti con Lei a Suo Figlio. Un manto che sarà segno della protezione che ciascuno ed insieme imploriamo per noi e per le persone che ci sono care”. 

Istruzioni per chi desidera donare un pezzo di stoffa:

Formato: la stoffa dovrà essere del formato 10 x 15 cm. Il tessuto verrà poi ritagliato in tesserine dal formato più piccolo.

Materiale: la stoffa non deve essere troppo pesante o troppo leggera. Si consigliano tessuti fermi, non elasticizzati, come camicie, lenzuola, jeans... Non vanno bene tessuti in jersey, maglieria in genere, t-shirt o cappotti.

Modalità di consegna: a partire dalla festa dell’Immacolata Concezione, fino all’8 dicembre 2019, si potranno consegnare i tessuti presso il Santuario di Oropa – Ufficio Offerte, chiostro della Basilica Antica. Tel. 015 25551222 Oppure spedirli a: Rettore, Via Santuario di Oropa 480, 13900 Biella Ogni tessuto deve essere accompagnato dal nome del donatore e, per chi desidera, da un pensiero che spieghi il significato di quel pezzo di stoffa.

Dal 2019, nel Biellese, si potrà consegnare il riquadro di stoffa anche presso la propria Parrocchia attraverso buste apposite che saranno messe in distribuzione. 

 

3.      IL GEMELLAGGIO-PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA 

L’idea di organizzare un pellegrinaggio in Terra Santa nasce da una riflessione storica sulle origini di Oropa, che ci riporta alla devozione alla Madonna e a Sant’Eusebio, che diffuse in Piemonte la fede cristiana e la venerazione per Maria di Nazareth. Dal 10 al 16 Novembre 2019 la Diocesi di Biella e la Diocesi di Vercelli organizzeranno un pellegrinaggio in Terra Santa, con visite previste alla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth e a Scitopoli, dove Sant’Eusebio restò in esilio per 7 anni. 

Sarà un’occasione per fare festa insieme – spiega Don Eugenio Zampa, rettore del Santuario di Graglia e ideatore del progetto – nel nome di Maria che ci unisce e che ci aspetta, per pregare insieme affinché la Terra Santa possa divenire un luogo di pace”. 

Il programma del pellegrinaggio verrà reso pubblico nel mese di gennaio 2019. 

 

APPROFONDIMENTO: LA STORIA DELLE INCORONAZIONI CENTENARIE E L’APPUNTAMENTO CON IL 2020 

Il Santuario di Oropa, il più importante santuario mariano dell’arco alpino, si trova in un contesto naturale incontaminato in Piemonte, a pochi minuti dalla città di Biella. Secondo la tradizione, nel  IV secolo, S. Eusebio diffuse a Oropa il culto mariano. La Madonna Nera, scolpita in legno di pino cembro nel XIII secolo, è il cuore del Santuario, che da secoli accoglie pellegrini da tutto il mondo: il santuario è la casa dove si trova l’abbraccio materno della Madonna. 

Nel 1599, come gesto di gratitudine dei biellesi scampati alla pestilenza, fu costruita la Basilica Antica e il 30 agosto del 1620 avvenne la prima solenne incoronazione della statua, a cui presero parte migliaia di fedeli che raggiunsero Oropa grazie all’apertura della strada carrozzabile. Le elemosine raccolte nel 1620 per far fronte alle spese dell’Incoronazione superarono ogni aspettativa, e vi furono gesti inattesi: donne che offrirono il loro unico gioiello, l’anello nuziale, e una poverella che donò il suo letto, accontentandosi di dormire sulla nuda paglia. 

Il rito dell’incoronazione è stato rinnovato ogni secolo: nel 1720, nel 1820, appena usciti dal difficile periodo napoleonico, fino al 1920, quando, terminata la Grande Guerra, in uno dei momenti più difficili della storia italiana, oltre 150 mila persone presero parte all’evento. Il gesto solenne d’incoronare il capo della Madonna Nera e del Bambino è stato vissuto ogni volta non solo come storico anniversario a ricordo della prima Incoronazione del Seicento, ma come un vero e rinnovato slancio di profonda affezione alla Madonna: un gesto che è stato accompagnato da grandi opere e da altrettanto grandi gesti di carità che hanno superato i confini del territorio biellese. 

Nella storia del Santuario e delle centenarie incoronazioni c’è la testimonianza di persone provenienti da tutto il mondo che hanno trovato conforto nello sguardo della Madonna. E’ la storia dei figli, che nei secoli, dai ceti più benestanti a quelli più poveri, hanno riconosciuto Regina la loro Madre.


Scarica PDF con le informazioni presentate alla conferenza stampa del 3 dicembre 2018

Scarica l'intervista al Vescovo e al Rettore - Il Biellese del 4 dicembre 2018
Scarica le interviste sui tre progetti della Corona, del Manto e del Pellegrinaggio - Il Biellese del 4 dicembre 2018
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