Sacello Madonna di Oropa

Decreto Coronavirus: variazione degli orari delle S. Messe

Cari fedeli e pellegrini, qui a Oropa prosegue incessante la preghiera alla Vergine Nera perché interceda per far terminare il contagio e sostenga tutti coloro che lo combattono.

In seguito alle disposizioni ministeriali e alle indicazioni della CEI, a Oropa saranno celebrate soltanto alcune funzioni a porte chiuse, che potranno essere seguite on line attraverso la pagina del sito internet https://www.santuariodioropa.it/funzioni-in-diretta/ , attraverso Radio Oropa e la pagina facebook Santuario di Oropa – Official @santuariodioropa.

ORARI DELLE S. MESSE:

Da lunedì a giovedì:
Ore 8.00: celebrazione della S. Messa senza popolo
Ore 18.15: Rosario e S. Messa senza popolo per la nostra fede e affinchè per intercessione della Madonna il pericolo del contagio termini presto

Venerdì:
Ore 8.00: celebrazione della S. Messa senza popolo
Ore 15.30: Via Crucis meditata senza popolo
Ore 21.00: Rosario e S. Messa celebrata dal Vescovo Mons. Farinella senza popolo per la nostra fede e affinchè per intercessione della Madonna il pericolo del contagio termini presto

Sabato:
Ore 8.00: celebrazione della S. Messa senza popolo
Ore 18.15: Rosario e Primi Vespri senza popolo per la nostra fede e affinchè per intercessione della Madonna il pericolo del contagio termini presto

Domenica:
Ore 7.30: celebrazione della S. Messa senza popolo
Ore 12.00: celebrazione della S. Messa senza popolo preceduta dall’Angelus. La diffusione audio nel chiostro è sospesa in seguito alle disposizioni del DPCM del 12 marzo. Anche per questa celebrazione domenicale, l’invito ai fedeli è di seguirla via internet o via Radio Oropa. Si ricorda che, per espressa disposizione del Vescovo di Biella, tutti i fedeli sono dispensati dall’ottemperare al precetto festivo invitando a parteciparvi attraverso i mezzi di comunicazione.

La Basilica Antica resterà aperta per la preghiera personale e le Confessioni fino alle ore 18,15 (ad eccezione di venerdì e domenica in cui resterà aperta fino alle ore 19).

Pubblichiamo qui di seguito il messaggio della CEI:

UNA CHIESA DI TERRA E DI CIELO

Viviamo una situazione gravissima sul piano sanitario – con ospedali sovraffollati, personale sanitario esposto in prima linea – come su quello economico, con conseguenze enormi per le famiglie dell’intero Paese, a maggior ragione per quelle già in difficoltà o al limite della sussistenza.

Le comunicazioni del Governo rappresentano uno sforzo di incoraggiamento, all’interno di un quadro di onesto realismo, con cui si chiede a ogni cittadino un supplemento di responsabilità. A questo riguardo, facciamo nostre le parole di questa mattina del Santo Padre Francesco: “Soprattutto io vorrei chiedervi di pregare per le autorità: loro devono decidere e tante volte decidere su misure che non piacciono al popolo. Ma è per il nostro bene. E tante volte, l’autorità si sente sola, non capita. Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo”.

La Chiesa c’è, è presente. A partire dai suoi Pastori – vescovi e sacerdoti – condivide le preoccupazioni e le sofferenze di tutta la popolazione. È vicina nella preghiera: l’appuntamento con il Rosario in famiglia promosso per il giorno di San Giuseppe è solo un esempio di una preghiera che si eleva continua. Televisioni, radio, piattaforme digitali sono ambienti che – se non potranno mai sostituire la ricchezza dell’incontro personale – rivelano potenzialità straordinarie nel sostenere la fede del Popolo di Dio.

È una Chiesa, la nostra, presente, anche in questo frangente, nella carità: siamo edificati da tanti volontari delle Caritas, delle parrocchie, dei gruppi, delle associazioni giovanili, delle Misericordie, delle Confraternite… che si adoperano per sollevare e aiutare i più fragili.
È con questo sguardo di fiducia, speranza e carità che intendiamo affrontare questa stagione. Ne è parte anche la condivisione delle limitazioni a cui ogni cittadino è sottoposto. A ciascuno, in particolare, viene chiesto di avere la massima attenzione, perché un’eventuale sua imprudenza nell’osservare le misure sanitarie potrebbe danneggiare altre persone.

Di questa responsabilità può essere espressione anche la decisione di chiudere le chiese. Questo non perché lo Stato ce lo imponga, ma per un senso di appartenenza alla famiglia umana, esposta a un virus di cui ancora non conosciamo la natura né la propagazione.
I sacerdoti celebrano quotidianamente per il Popolo, vivono l’adorazione eucaristica con un maggior supplemento di tempo e di preghiera. Nel rispetto delle norme sanitarie, si fanno prossimi ai fratelli e alle sorelle, specialmente i più bisognosi.Da monasteri e comunità religiose sappiamo di poter contare su un’orazione continua per il Paese.

Con questo spirito, viviamo i giorni che abbiamo davanti: quelli fino al 25 marzo (termine dell’attuale decreto), quelli successivi, nei quali resta in vigore il decreto precedente (fino al 3 aprile), quelli che traguardano.

Giorni, tutti, intrisi di fiducia nel Mistero pasquale.

La presidenza della CEI, 12 marzo 2020

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