Ex Voto

Le antiche tavolette votive, che ora sono esposte all’interno del Museo, nella galleria del Tesoro e nella Manica Juvarriana, vennero inizialmente appese all’interno del Sacello e nelle pareti della Basilica, che alla fine dell’Ottocento ne risultava tappezzata.

Nel periodo anteriore al 1522, anno in cui venne dipinto da Bernardino Lanino il primo ex voto donato al Santuario dalla Città di Biella, non è attestata ad Oropa l’usanza di offrire tavolette con pitture commemorative di grazie e di miracoli: più diffusa era l’usanza, sin dal Quattrocento, di offrire come doni votivi immagini di cera, d’oro, d’argento e gioielli che periodicamente venivano commutati in denaro per le necessità del Santuario.

In questo contesto, il quadro dipinto è un dono molto raro e, al contrario di quanto si potrebbe supporre, non rappresenta una testimonianza religiosa banale, anche se documenta la vita quotidiana: paradossalmente è molto più facile sfilarsi un anello dal dito o privarsi di un oggetto prezioso che raccontare ad un pittore la propria storia personale, spesso legata ad una disgrazia, da esprimere pittoricamente e da rendere pubblica; in quest’ultimo caso non si tratta più di un dono anonimo, ma l’offerente espone la propria stessa immagine e la sua vicenda esistenziale sul quadro, facendosi riconoscere come graziato davanti a Dio e agli uomini.


I quadri votivi si compongono essenzialmente di due elementi: una realtà umana bisognosa di salvezza e un’epifania celeste che interviene per salvarla: la grazia ricevuta viene spesso narrata attraverso la rappresentazione della realtà umana che, nella difficoltà, chiede aiuto alla Madonna Nera d’Oropa, la quale compare salvifica dal cielo avvolta nella luce, simbolo di trascendenza e veicolo di unione tra il mondo terrestre e la sfera celeste. Gli artisti, spesso rimasti anonimi, mostrano attenzione rimarchevole per un certo realismo, facendo del quadro non necessariamente un’opera di grande valore artistico, ma una testimonianza importante sulla vita quotidiana, sulla storia dell’arredamento, dei costumi e della devozione domestica. I quadri, risalenti a diverse epoche, spaziano dalla rappresentazione di scene di guerra, incidenti sul lavoro, gravi malattie, incidenti automobilistici, che testimoniano l’evoluzione del costume della società intera. Più recenti, sono i ritratti fotografici, ai quali si è affiancata una sezione dedicata alle maglie donate da alcuni campioni sportivi locali (e non solo), in segno di devozione nei confronti della Madonna di Oropa.

Foto di Marco Morraglia

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