Omelia del rettore – Domenica 30 agosto

Discorso alle autorità in occasione dell’Anniversario dell’Incoronazione

Spettabili autorità della città di Biella, Civili e militari
Sig Sindaco,
questa festa dell’ultima domenica di agosto è sempre un’occasione per dare uno sguardo, anche se parziale, alla stagione estiva che abbiamo vissuto ad Oropa e che quest’anno è stata particolare.

Volendo sorridere assieme, senza voler sminuire le drammatiche conseguenze del cambiamento climatico, potremmo dire che, in quest’estate abbiamo visto l’avverarsi di quella affermazione per cui, ad Oropa, il riscaldamento globale, più che una paura, è sempre stato una speranza.
A parte gli scherzi, è vero che le alte temperature di questa estate (il centro meteo-sismico ha registrato che, in alcuni giorni, la colonnina del mercurio ad Oropa ha toccato i 30°!) hanno favorito un grande afflusso di persone alla ricerca di un po’ di fresco. È altrettanto vero però, che sarebbe banale e superficiale ridurre a questo la spiegazione del fatto che questo Santuario vede le sue chiese, i suoi chiostri, le sue stanze, i suoi ristoranti, i suoi prati riempirsi sempre più di gente.
Anche confrontandomi con i miei confratelli sacerdoti, mi sono convinto che la cosa che emerge nei colloqui personali, nei dialoghi, così come nei pranzi e nelle cene con i gruppi e con i singoli è che le persone non vengono qui solo per cercare il fresco, ma assieme o forse prima di questo, per cercare qualcosa di più intimamente profondo e personale che qui dicono di trovare. Che cosa?

Se dovessi dare un nome all’inquietudine più profonda che muove migliaia di persone, sicuramente più del caldo, direi: la solitudine. Può suonare un po’ generico e forse lo è, ma quello che emerge sempre di più in questi tempi è che la gente è sola. Si sente sola.
Sola, di fronte alla vita che a volte presenta delle sfide veramente ardue, per la propria salute o, ancor di più, per quella delle persone amate, sfide economiche, lavorative, affettive e famigliari. Una solitudine mista a impotenza di fronte alle follie dei potenti che condannano milioni di persone a fare e a subire guerre assurde; sola, davanti alla violenza che quotidianamente i telegiornali ci riversano addosso (non so se riuscite a immaginare quanta angoscia incontriamo nei confessionali per chi rimane turbato e sconvolto dalle notizie viste in televisione).

Non è questa certamente l’occasione per approfondire il tema, però questo sentimento di solitudine è sicuramente una delle esperienze umane più comprensibili e famigliari che tutti condividiamo e conosciamo.
Ma sentirsi soli non è una malattia! E’ un sintomo interessante: è il segno più evidente di quella “magnifica umanità” che così ci ricorda di essere fatta per una compagnia, per una comunione.
Se fossimo fatti per stare soli, non sentiremmo la solitudine!

Il problema è che cosa, o chi, è all’altezza del bisogno infinito di compagnia che ci ritroviamo nel petto? Perché lo sappiamo tutti: si può essere con tanta gente, ma sentirsi morire di solitudine.

Son certo di non sbagliarmi quando dico che è proprio questa esperienza comune a tutti (credenti e non credenti) a portare qui migliaia di pellegrini, che sanno, o anche solo intuiscono, o sperano di trovare quella compagnia all’altezza della loro solitudine.
Permettetemi però: questo non è vero solo per “i pellegrini”, questo è vero per ciascuno di noi, autorità civili o religiose o semplici fedeli! Chi, fra noi, in fondo in fondo non è qui con quel profondo senso di bisogno di esser capito e accolto per quello che è? Tutti noi sappiamo cosa vuol dire sentirsi soli; e più responsabilità si hanno, e più si sa!

Per questo Oropa è cara a tutti quanti, è un luogo dove questo fondamentale bruciante bisogno è preso sul serio e abbracciato da Qualcuno.

Chiedo alla Madonna che ci aiuti, quando la politica, l’economia, la stampa, si interesseranno di Oropa, quando ognuno di noi prenderà le proprie decisioni che le nostre responsabilità ci richiedono, chiedo alla Madonna che ci aiuti a ricordarci di questo; ci aiuti a guardare e a trattare questo Santuario per quello che innanzitutto è: un luogo dove milioni di persone, da secoli, continuano a venire a cercare e a trovare rinfresco dall’arsura della solitudine.
Grazie!

Don Michele Berchi, rettore del Santuario di Oropa

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