Mercoledì 31 dicembre la tradizionale Marcia della Pace da Biella a Oropa meditando sul messaggio del Papa
Mercoledì 31 dicembre partirà da piazza Duomo la tradizionale Marcia della Pace da Biella a Oropa, meditando sul Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la 59.ma Giornata Mondiale della Pace, sul tema «La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante”».
Il Papa ci ricorda che la pace non può essere imposta; non è semplicemente una questione di politica, né un equilibrio tra terrore e paura. È nel cuore umano che si gioca la sua possibilità o il suo fallimento. Il nostro cuore, capace di desiderare il bene, porta però anche ferite profonde: l’aggressività verso noi stessi e verso gli altri, la tentazione del dominio, l’uso di parole e pensieri come armi. Sant’Agostino chiamava questa deriva libido dominandi, la brama di prevalere. Per questo la pace chiede un primo passo essenziale: il disarmo interiore.
Camminare insieme verso Oropa diventa allora un segno eloquente. Di fronte alla violenza che segna il mondo, potremmo essere tentati di rinunciare alla speranza e di considerare “realistiche solo le narrazioni prive di speranza, cieche alla bellezza altrui, dimentiche della grazia di Dio che opera sempre nei cuori umani”. Ma il Papa ci invita a un realismo più profondo: riconoscere che ognuno è responsabile della pace. Essa passa dalla “via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale, smentita purtroppo da sempre più frequenti violazioni di accordi faticosamente raggiunti, in un contesto che richiederebbe non la delegittimazione, ma piuttosto il rafforzamento delle istituzioni sovranazionali”.
Il Messaggio denuncia con chiarezza anche le radici strutturali dei conflitti: le gravi disuguaglianze, gli interessi economici che alimentano le guerre, l’uso indiscriminato delle nuove tecnologie e delle intelligenze artificiali in ambito militare. Senza responsabilità e senza un riferimento alla dignità umana, il progresso rischia di rendere la guerra sempre più disumana. Un ostacolo decisivo al disarmo resta la paura: “l’idea del potere deterrente della forza militare, in particolare della deterrenza nucleare, si basa sull’irrazionalità delle relazioni tra le nazioni fondate non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza”.
Quindi, se noi vogliamo davvero la pace, implora il Messaggio, dobbiamo fare i conti con la nostra aggressività interiore, e qui il “noi” non si riferisce solo ai leader politici, economici e culturali, ma a tutti noi. Il Messaggio sostiene quel “disarmo integrale” proposto per la prima volta da Papa Giovanni XXIII, “che si può affermare soltanto attraverso il rinnovamento del cuore e dell’intelligenza”.
La Marcia della Pace verso il Santuario di Oropa, luogo di preghiera e di affidamento a Maria, diventa così un pellegrinaggio del cuore: un cammino che chiede di riconciliarci con noi stessi e con gli altri. Perché, come insegna Sant’Agostino, cedere alla logica dell’inevitabile guerra significa tradire la nostra stessa umanità, che anela profondamente alla pace.




