Icone: ricerca e conoscenza

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Domenica 17 Novembre 2019 alle ore 9.15, nella Sala Convegni del Santuario di Oropa, si svolgerà il XVI Convegno IRC. Icone: Ricerca e Conoscenza


PROGRAMMA E RELATORI:

Liliana Canziani. Perle dei Balcani: visita virtuale in alcuni antichi monasteri.
I Balcani si convertirono al cristianesimo attraverso Bisanzio e gli slavi,con l’opera evangelizzatrice di Cirillo e Metodio e poi di Clemente di Ochrid,mantennero il fulcro di santità e cultura nel Monte Athos. Dall’ XI al XV secolo alcuni loro grandi sovrani scelsero la vita monastica e la fede anche come fattore educativo e sociale e oggi, nonostante guerre e occupazioni, possiamo ancora ammirarne i frutti,di originale e straordinaria bellezza, sintesi tra spirito cristiano, eredità del mondo classico, culture e tradizioni dei diversi popoli balcanici.

Mariella Lobefaro. Riflessioni sulla simbologia del Trittico di Modena firmato XEIΡ ΔΟΜΗΝΙΚΟΥ.
Le sei raffigurazioni del Trittico, seguendo la loro sequenza durante la fase di apertura, vengono poste in parallelo con i passi del Simbolo della Fede nella formula, riaffermata dal Concilio di Trento, del Credo niceno-costantinopolitano.

Francesco Traversi. Ortodossi fra i Cattolici, autori greci nell’Italia della Riforma. Il Concilio di Trento e gli iconografi impegnati nella nuova codificazione delle immagini sacre.
In seguito agli studi condotti per il I Convegno Internazionale su El Greco, tenutosi a Bettona nel settembre dello scorso anno, è emerso che un gran numero di maestri noti con l’appellativo di “veneto-cretesi” furono coinvolti nella produzione di pitture sacre negli anni della Controriforma, tramite icone e oggetti di rilievo per le celebrazioni e le liturgie cattoliche. L’aspetto è di notevole interesse poiché molti di essi furono attivi proprio nelle regioni dello Stato Pontificio, il che sembra confermare una coesione di principi con alcune tematiche del rigore ortodosso.

Vincenzo Gobbo. L’ottavo giorno: la simbologia nello spazio sacro.
Il Cristianesimo delle origini nasce come una forma di aggregazione religiosa aniconica di pochi adepti, per lungo tempo osteggiati e perseguitati, che si raccoglievano per la preghiera in abitazioni private. Vista la generale ostilità nei loro confronti, i Cristiani crearono ben presto un codice fatto di simboli per identificare alcuni degli elementi più importanti della nuova fede, che rimase comunque a lungo priva di raffigurazioni antropomorfe. A partire dal tardo Impero, il Cristianesimo cessa di essere una religione oggetto di persecuzione e inizia una rapida trasformazione degli elementi legati al culto: il criptico linguaggio per simboli si trasforma in una codificata rappresentazione per immagini e la primitiva “domus ecclesia” di dimensione familiare assume presto la conformazione di “ecclesia” comunitaria, caratterizzata da forme peculiari e dimensioni regolate da una complessa e armonica nuova “simbologia”, governata dalla perfezione dei rapporti tra numeri che richiamano costantemente la sfera del sacro.

Levon Nersesjan. Risultati preliminari degli studi tecnologici delle icone premongoliche dalla galleria Tretyakov.
La Galleria Tretyakov ha la più grande collezione di icone premongoliche russe del XII – inizio del XIII secolo, che ha attirato l’attenzione dei ricercatori dagli anni 1920-1930, quando è stato effettuato il loro restauro scientifico. Queste icone hanno occupato un posto cruciale nella storia dell’arte russa e, oltre alle pubblicazioni nei cataloghi dei anni 1963 e 1995, molte di loro ora hanno studi monografici dedicati alla loro iconografia e tecnica artistica. Gli studi tecnologici complessi di queste icone, condotti nella Galleria Tretyakov negli anni 2015-2019 in relazione alla ripubblicazione del catalogo dell’arte antica russa, hanno dato l’occasione di rispondere a molte domande sorte nel corso dei decenni e di presentare la loro particolarità artistica in modo molto più chiaro. Allo stesso tempo, hanno dato origine a nuove domande ed interrogativi che, probabilmente, saranno risolti dalle prossime generazioni dei studiosi.

Ingresso libero.

Per informazioni: www.icone-ricerca.eu Mariella Lobefaro mariella.lobefaro@fastwebnet.it

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