Oropa Chiesa giubilare per l’Anno Santo

Il Santuario di Oropa è stato ufficialmente riconosciuto come una delle chiese giubilari per l’Anno Santo 2025

L’esperienza del pellegrinaggio rappresenta un momento importante per la riflessione e la preparazione interiore, che culmina con i riti e le  liturgie legate all’Anno Santo.

COME OTTENERE L’INDULGENZA

Dalle “Norme sulla concessione dell’indulgenza durante il giubileo ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco”

Nella bolla di indizione del Giubileo Ordinario del 2025, il Santo Padre, nel momento storico attuale in cui “immemore dei drammi del passato, l’umanità è sottoposta a una nuova e difficile prova che vede tante popolazioni oppresse dalla brutalità della violenza” (Spes non confundit, 8), chiama tutti i cristiani a farsi pellegrini di speranza.

Il Santo Padre dichiara che il dono dell’Indulgenza “permette di scoprire quanto sia illimitata la misericordia di Dio. Non è un caso che nell’antichità il termine «misericordia» fosse interscambiabile con quello di «indulgenza», proprio perché esso intende esprimere la pienezza del perdono di Dio che non conosce confini” (Spes non confundit, 23).

L’Indulgenza, dunque, è una grazia giubilare.

LE CONDIZIONI

Tutti i fedeli veramente pentiti, escludendo qualsiasi affetto al peccato e mossi da spirito di carità e che, nel corso dell’Anno Santo, purificati attraverso

  • il sacramento della penitenza e
  • ristorati dalla Santa Comunione,
  • pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice,

dal tesoro della Chiesa potranno conseguire pienissima Indulgenza, remissione e perdono dei loro peccati, da potersi applicare alle anime del Purgatorio in forma di suffragio

 

IN QUALI OCCASIONI E IN QUALI MODALITA’

 

1. Nei sacri pellegrinaggi

I fedeli, pellegrini di speranza, potranno conseguire l’Indulgenza Giubilare concessa dal Santo Padre se intraprenderanno un pio pellegrinaggio:

– verso qualsiasi luogo sacro giubilare (entrambe le Basiliche di Oropa lo sono)

– partecipando devotamente (ad almeno una di queste funzioni):

  • alla Santa Messa
  • alla celebrazione della Parola di Dio;
  • alla Liturgia delle ore (ufficio delle letture, lodi, vespri);
  • alla Via Crucis;
  • al Rosario mariano;
  • all’inno Akathistos;
  • ad una celebrazione penitenziale, che termini con le confessioni individuali dei penitenti,);

 

2. Nelle pie visite ai luoghi sacri

 Inoltre, i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se, individualmente, o in gruppo, visiteranno devotamente qualsiasi luogo giubilare e lì, per un congruo periodo di tempo, si intratterranno nell’adorazione eucaristica e nella meditazione, concludendo con il

  • Padre Nostro,
  • la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e
  • invocazioni a Maria, Madre di Dio, affinché in questo Anno Santo tutti “potranno sperimentare la vicinanza della più affettuosa delle mamme, che mai abbandona i suoi figli”

Per chi non può partecipare a pellegrinaggi o recarsi ai luoghi sacri

I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come anzitutto tutte le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, come pure coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati), conseguiranno l’Indulgenza giubilare, alle medesime condizioni se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno:

  • il Padre Nostro,
  • la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima
  • e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno Santo,
  • offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita

3. Nelle opere di misericordia e di penitenza

In modo più peculiare, proprio “nell’Anno Giubilare saremo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio”: l’Indulgenza viene pertanto annessa anche alle opere di misericordia e di penitenza, con le quali si testimonia la conversione intrapresa.

 Opere di misericordia

I fedeli, seguendo l’esempio e il mandato di Cristo, siano stimolati a compiere più frequentemente opere di carità o misericordia, principalmente al servizio di quei fratelli che sono gravati da diverse necessità.

Più precisamente riscoprano le opere di misericordia corporale:

  • dare da mangiare agli affamati,
  • dare da bere agli assetati,
  • vestire gli ignudi,
  • accogliere i forestieri,
  • assistere gli ammalati,
  • visitare i carcerati,
  • seppellire i morti

e riscoprano altresì le opere di misericordia spirituale:

  • consigliare i dubbiosi,
  • insegnare agli ignoranti,
  • ammonire i peccatori,
  • consolare gli afflitti,
  • perdonare le offese,
  • sopportare pazientemente le persone moleste,
  • pregare Dio per i vivi e per i morti
Visita ai fratelli in necessità o difficoltà

Allo stesso modo i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà

  • infermi,
  • carcerati,
  • anziani in solitudine,
  • diversamente abili…

quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr. Mt 25, 34-36) e ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera.

I fedeli, senza dubbio, potranno ripetere tali visite nel corso dell’Anno Santo, acquisendo in ciascuna di esse l’Indulgenza plenaria, anche quotidianamente.

Iniziative che attuino lo spirito penitenziale

L’Indulgenza plenaria giubilare potrà essere conseguita anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come l’anima del Giubileo, riscoprendo in particolare:

  • il valore penitenziale del venerdì astenendosi in spirito di penitenza:
    • almeno durante un giorno da futili distrazioni (reali ma anche virtuali, indotte ad esempio dai media e dai social network) e
    • da consumi superflui (per esempio digiunando o praticando l’astinenza secondo le norme generali della Chiesa e le specificazioni dei Vescovi),
    • oppure anche devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri;
    • oppure anche sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie
      • a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita,
      • dell’infanzia abbandonata,
      • della gioventù in difficoltà,
      • degli anziani bisognosi o soli,
      • dei migranti dai vari Paesi “che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie”
  • oppure anche dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno.

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