Omelia del Vescovo Mons. Roberto Farinella per la Festa della Candelora
Fratelli e sorelle,
la liturgia di oggi ci conduce al Tempio di Gerusalemme, luogo dell’incontro tra la promessa di Dio e il suo compimento. Maria e Giuseppe, in obbedienza alla loro fede, vi salgono nella fedeltà alla Legge: un gesto semplice, apparentemente uguale a quello di tanti altri genitori. Eppure, proprio dentro questa obbedienza quotidiana, Dio fa irrompere la novità della salvezza.
Simeone e Anna, due santi vegliardi, riconoscono ciò che molti non vedono. Simeone, uomo giusto e pio, attendeva una promessa e, stringendo il bambino tra le braccia, riconosce in Lui la salvezza per tutti i popoli, luce per illuminare le genti. Può finalmente dire: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace». Ha visto, ha creduto, ha consegnato la sua vita a Dio.
Accanto a lui c’è Anna, profetessa, donna di preghiera fedele e perseverante. Anche lei riconosce Gesù e ne parla a quanti attendono la redenzione. L’incontro con Cristo non lascia mai indifferenti: chi lo riconosce, lo annuncia.
Simeone e Anna vedono perché hanno occhi puri e un cuore educato dall’ascolto, dalla preghiera e dall’adesione alla volontà di Dio. Ma prima ancora, tutto è reso possibile dalla fede di Maria. Il suo “sì” totale permette all’amore di Dio di farsi carne. Presentando il Figlio al Tempio, Maria lo offre al mondo.
Tuttavia, la venuta di Cristo rappresenta il compimento delle promesse di Dio: Simeone annuncia a Maria che il Figlio sarà segno di contraddizione. Come ricorda san Giovanni Paolo II: questo è per Maria un secondo annuncio, che rivela la dimensione del dolore e dell’incomprensione nella missione del Figlio.
In questa festa, la Chiesa celebra e ringrazia il Signore anche per il dono della vita consacrata: uomini e donne che, come Simeone, Anna e Maria, hanno scelto di vivere nell’attesa, nella fedeltà e nel dono totale di sé. In questa luce ricordiamo con affetto e preghiera la cara sorella Marina che il Signore ha chiamato a sé dopo mesi di sofferente malattia. Doni a lei il premio promesso ai servi buoni del Vangelo, conforti le consorelle, i familiari e tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerla.
In questo giorno, illuminati dalla Luce di Cristo, chiediamo al Signore un cuore puro e vigilante, capace di riconoscere la sua presenza e di testimoniarla con gioia, perché molti, forse senza saperlo, lo stanno ancora attendendo. Affidiamo tutto al cuore della Vergine Maria, nostra amata Regina di Oropa.



