Dal 1820 al 2021: il mondo cambia, la fede resta

I programmi delle Incoronazioni messi a confronto grazie ai documenti conservati nell’Archivio storico del Santuario

È cambiato il mondo. È cambiato il modo.
Il Covid, certo, ha giocato e gioca un ruolo purtroppo importante, ma il confronto tra l’Incoronazione post-moderna di domenica 29 agosto 2021 e quella pre-moderna del 1820 non si riduce agli effetti pratici della contingente pandemia. È cambiato l’Uomo ed è cambiata l’umanità in questi due secoli. È cambiata Oropa, e il Biellese.

E l’unica ad aver visto tutti questi cambiamenti è stata proprio Lei, la Madonna d’Oropa, ed è in Lei che, credenti o meno, dobbiamo specchiarci, anche e soprattutto perché è una testimone, La testimone. Questa occasione ci propone interrogativi individuali, intimi, ma anche generali, comunitari, sociali. Tra in tanti, ha ancora senso, e quale, la parola regina?

L’ultima volta che la Vergine Bruna di Oropa è stata incoronata, nel 1920, gli italiani avevano un re e una regina felicemente (più o meno…) regnanti e vittoriosi dopo la Grande Guerra. Erano, tuttavia, i regnanti del crepuscolo della monarchia, quelli della scelta fascista, quelli delle leggi razziali, quelli dell’Armistizio e dell’abdicazione, quelli (per interposta persona) che vissero la fine dell’istituto monarchico in Italia dopo che, per una decina d’anni, quel re e quella regina, furono anche imperatore e imperatrice.

Fino al 2 Giugno 1946 esistette una corrispondenza “semantica”, per così dire, e sicuramente nel 1920 che cosa fosse una regina era abbastanza chiaro a tutti. Dei due simboli omonimi, ne è rimasto solo uno.
L’abbiamo detto più volte: la Madonna d’Oropa nasce con la corona e le Incoronazioni centenarie sono “semplicemente” una (ri)conferma non tanto della regalità, che appare insita anche nello stesso simulacro, ma della devota sudditanza, la nostra. In saecula saeculorum. Ma oggi?

Ognuno può cercare il significato di quella regalità, accanto e/o al di là dei titoli che indicano Maria Madre di Dio come regina (degli Angeli, degli Apostoli, dei Martiri, dei Santi ecc.).
La nostra Madonna Nera è la Regina del Monte di Oropa: quello della conca è il suo regno, che si estende alle valli e al piano, e tutti i biellesi sono resi principi dall’essere “figli” di una regina. Ma queste definizioni, in allora accolte e percepite nell’accezione propria (e forse anche troppo letterale), ora hanno poco da offrire, almeno in apparenza, ai tempi che viviamo e alla gente che siamo. Ma è proprio questa estraneità dal quotidiano a rendere ancora più extra-ordinario l’evento di domenica. È proprio quel “non c’entrare nulla” con la vita di tutti i giorni a evidenziare la specialità dell’avvenimento che si attende da un secolo. D’altro canto, non si ha fede con la logica della ragione, ma si crede quia absurdum.

La laconicità funzionale e adeguata al media del programma disponibile qui sul sito del Santuario è lontana duecento anni da quella narrativa enfatica e retorica del “manifesto” del 1820 (pubblicato il 7 agosto, stampato da Giuseppe Amosso), eppure c’è chi ha letto, legge e leggerà quel programma, e in molti non potranno esserci per le note problematiche.
Programma che, in primis, si presenta appena essenziale: paradossalmente, la possibilità di comunicare con facilità infinitamente maggiore rispetto ad allora ci ha resi meno di disposti al racconto. Invece l’attesa ha bisogno di essere raccontata… Ci abbiamo provato, con questi testi, che speriamo resistano al tempo come quelle di chi ci precede da quattro secoli.

Ma, alla fine, resta una domanda: perché lo facciamo? Perché un così importante dispiego di forze spirituali, morali, intellettuali, organizzative, logistiche? Di speranze e di volontà, di anime?

Dal programma della III Incoronazione: “Per tributare alla Regina de’ Cieli un pubblico solenne omaggio, ed esternare al cospetto di tutte le generazioni li sentimenti di divozione, e di riconoscenza, che questa Città, e Provincia si gloriano di professare all’Augusta loro Protettrice, fu saggio, e pio divisamento de’ nostri Maggiori d’incoronarne in cadun secolo colla più splendida pompa il prodigioso Simolacro, che da vetustissimi tempi si venera nel sacro Monte d’Oropa. Quest’epoca avventurosa è prossima a compiersi, ed emulando il religioso entusiasmo de’ suoi Predecessori nulla si risparmiò da questa Congregazione per porsi in misura di rendere il più che sia possibile luminosa, e brillante la terza Secolare Incoronazione di Maria SS.ma”.

Incoronazione del 29 agosto 2021Incoronazione del 27 agosto 1820
Ore 10,00 Inizio S. Messa.
Ore 11,30 La Sacra Effige sarà portata sul piazzale della Basilica Superiore.
“Nel mattino pertanto delli 27 corrente ultima Domenica del mese, giorno fissato dalla Santità di Papa Paolo V per la secolare Solennità, si estrarrà dalla sacra Basilica il venerando Simolacro, che verrà quindi trasportato processionalmente sull’Altare eretto nel palco sovr’accennato, dove, celebratasi la Messa Pontificale, si deverrà poscia alla solenne Incoronazione”.
Ore 12,00 Da TV2000 in Diretta da Piazza San Pietro Angelus di Papa Francesco.
Ore 12,15 Solenne rito dell’Incoronazione della Madonna di Oropa presieduto dal Legato Pontificio.
“Un Eminentissimo Porporato, un Metropolita, e due Vescovi aggiungeranno moltissimo allo splendore dell’inclita Solennità, e perché nulla rimanga in essa a desiderare, un scelto numeroso Coro de’ più valenti Professori, e Virtuosi filarmonici nazionali, e stranieri darà un nuovo lustro alle sacre Funzioni, eseguendo le composizioni musicali di celeberrimi Maestri”.
Ore 13,30 Termine della celebrazione.“Il Simolacro cinto dell’aureo ingemmato diadema (novello pegno preziosissimo della pietà, e munificenza degli Augusti Sovrani che testè recaronsi a venerarlo) rimarrà esposto sul suo Trono nel prefato Tempio esteriore sino alla sera in cui si esporterà con la massima pompa sull’Altare principale della sacra Basilica”.
Ore 15,00 Presentazione del francobollo del centenario (sala Frassati).
L’evento verrà trasmesso su TV2000 e in diretta streaming sui canali del Santuario per consentire a tutti di essere uniti nella celebrazione solenne.
“E siccome l’angustia di questa non permetterebbe alla moltitudine tutta dei divoti accorrenti di poterne contemplare agiatamente la maestosa Effigie, in ciascun giorno del solenne Ottavario, qualora non vi osti l’intemperie, verrà esso riesposto alla pubblica venerazione nell’elevato palco medesimo destinato al di lui coronamento”.
A Oropa potranno partecipare 1500 persone dotate di pass individuali e nominativi. Si tratta di pellegrini indicati dalle Parrocchie biellesi e di pellegrini sorteggiati tra coloro che hanno partecipato al gesto di inviare un pezzo di stoffa per il Manto della Misericordia, oltre ai giovani della Pastorale Giovanile, ai membri del Coro e dell’Orchestra dell’Incoronazione, a un numero ristretto di autorità e di invitati e al personale di servizio.“Disposto in tal foggia quanto si è ravvisato più conveniente alla pompa dell’augusta Solennità, nulla si è parimenti ommesso per procacciare ogni comodo ai devoti accorrenti”.
Sarà possibile salire ugualmente a Oropa in auto? No. La SP 144 e il Tracciolino saranno chiusi al traffico dalle ore 6. Transiteranno solo i dotati di pass, che dovranno utilizzare auto proprie, e i residenti. Autobus: la linea n.360 Biella-Oropa durante il periodo di chiusura della strada (dalle ore 6 fino al termine dell’evento) farà capolinea a Favaro Piazza Vergnasco (cave). Presumibilmente la linea tornerà regolare dalle ore 17.“A tal uopo si è primieramente ristaurata, ed appianata la strada che tende al Santuario, in guisa che il transito ne riuscirà agevolissimo non solo ai pedoni, ma eziandio alle vetture; e per rimuovere ogni benché menomo rischio in qualsivoglia parte dove le scoscese balze laterali potrebbero minacciare qualche accidente, si sono posti adatti saldissimi ripari”.

A cura di Danilo Craveia, archivista del Santuario (articolo uscito su Eco di Biella del 19 agosto 2021)

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