Discorso del Rettore alle autorità del 31 agosto 2025

Discorso del rettore alle autorità in occasione della festa della Dedicazione delle Basiliche e dell’Anniversario dell’Incoronazione

Spettabili autorità della città di Biella, Civili e militari, onorevole Sottosegretario,
innanzitutto voglio rivolgermi a voi e a tutti i pellegrini facendomi eco di parole che non sono mie, ma di Teofilo III, Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, e del Cardinal Pizzaballa, patriarca latino, che in una nota congiunta, che purtroppo non posso leggere per intero, scrivono:
“Qualche settimana fa, il governo israeliano ha annunciato la sua decisione di prendere il pieno controllo della città di Gaza. Negli ultimi giorni, i media hanno ripetutamente riferito di una massiccia mobilitazione militare e dei preparativi per un’imminente offensiva. Le stesse notizie indicano che la popolazione della città di Gaza, dove vivono centinaia di migliaia di civili – e dove si trova la nostra comunità cristiana – sarà evacuata e trasferita a sud della Striscia. Al momento della presente dichiarazione, sono già stati emessi ordini di evacuazione per diversi quartieri della città di Gaza. Continuano ad arrivare notizie di pesanti bombardamenti. Si registrano ulteriori distruzioni e morti in una situazione già drammatica prima dell’inizio dell’operazione. Sembra che l’annuncio del governo israeliano secondo cui «si apriranno le porte dell’inferno» stia effettivamente assumendo contorni tragici… l’operazione non è solo una minaccia, ma una realtà che è già in fase di attuazione. Dallo scoppio della guerra, il complesso greco-ortodosso di San Porfirio e quello latino della Sacra Famiglia sono stati un rifugio per centinaia di civili. Tra loro ci sono anziani, donne e bambini. Nel complesso latino ospitiamo da molti anni persone con disabilità, assistite dalle Suore Missionarie della Carità. Come gli altri abitanti della città di Gaza, anche i rifugiati che vivono nella struttura dovranno decidere secondo coscienza cosa fare. Tra coloro che hanno cercato riparo all’interno delle mura dei complessi, molti sono indeboliti e malnutriti a causa delle difficoltà degli ultimi mesi. Lasciare Gaza City e cercare di fuggire verso sud equivarrebbe a una condanna a morte. Per questo motivo, i sacerdoti e le suore hanno deciso di rimanere e continuare a prendersi cura di tutti coloro che si troveranno nei due complessi. …. Possiamo solo ripetere ciò che abbiamo già detto: non può esserci futuro basato sulla prigionia, lo sfollamento dei palestinesi o la vendetta ….. È tempo di porre fine a questa spirale di violenza, di porre fine alla guerra e di dare priorità al bene comune delle persone. C’è stata abbastanza devastazione, nei territori e nella vita delle persone. Non vi è alcuna ragione che giustifichi tenere dei civili prigionieri o ostaggi in condizioni drammatiche. È ora che le famiglie di tutte le parti in causa, che hanno sofferto a lungo, possano avviare percorsi di guarigione.   Con uguale urgenza, facciamo appello alla comunità internazionale affinché agisca per porre fine a questa guerra insensata e distruttiva, e affinché le persone scomparse e gli ostaggi israeliani possano tornare a casa.”  26 agosto 2025.
Vi sarete stupiti forse che io abbia letto in questa occasione queste parole che sembrano parlare di altre cose rispetto a quello che stiamo celebrando; ma io sono convinto invece che Oropa, abbia molto a che fare  con quanto sta succedendo in Terra Santa, o in Ucraina, (e potremmo fare un lungo elenco di paesi martoriati dalle guerre).
Sì perché Oropa è un luogo dove si viene a cercare la Speranza, il perdono e soprattutto la Pace, non quella dei trattati e degli accordi fondati sulla paura e sulle reciproche minacce, ma quella vera, quella che nasce dal profondo di noi stessi e dalla conversione di sé. Sono consapevole  che queste parole possono essere relegate alla retorica, ma vi garantisco che io, assieme a coloro che lavorano quotidianamente qui per il Santuario, sappiamo che questo invece  è il grande mistero e tesoro di questo luogo. La grande vocazione di Oropa infatti è seminare a uno a uno, in ciascuno, per secoli, quei semi di speranza e di Pace che pur fiorendo lentamente, sono gli unici a divenire  grandi e forti come l’albero di senapa di evangelica memoria.
Considerare e trattare Oropa meno di questo è colpevolmente da mediocri: è non voler vedere quello che i secoli qui testimoniano tutti i giorni.
Le migliaia di giovani statunitensi, spagnoli, francesi, polacchi, coreani, canadesi, messicani, croati, per non parlare di quelli italiani, che questa estate hanno voluto passare dal nostro Santuario, per la maggioranza diretti a Roma per il grande incontro giubilare, cosa pensate che avessero nel cuore, se non questi desideri di speranza, pace e perdono per il mondo intero? Questo è il respiro e la dimensione e la vocazione di Oropa!
Certo che siamo contenti dei dati di crescita che in questi giorni sono stati riportati sui giornali, ma non perché dobbiamo vincere chissà quale premio o competizione, ma per aver potuto contribuire a questo movimento di speranza. E così, solo e non per meno di questo, valgono gli investimenti che si sono fatti e che si faranno: per poter rispondere a quell’appello alla Pace e alla speranza che proviene da Gaza , da molte parti del mondo e dal cuore di tutti.
Il lavoro fatto in questi anni con la collaborazione di tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità e competenze, e che ha visto tra i principali protagonisti il segretario generale Dott. Pera a cui vanno tutto il mio riconoscimento, stima e gratitudine (e voglio aggiungere anche amicizia) per l’incredibile lavoro che ha svolto in questi anni (solo chi è stato qui tutti i giorni sa cosa ha fatto e come l’ha fatto!) e che purtroppo per noi (non so per lui) ci lascia, dicevo… il lavoro fatto in questi anni, ha portato il Santuario di Oropa ad essere all’altezza delle sfide che ho cercato di delineare. Auguro a me, ai miei confratelli canonici, ai nuovi consiglieri laici in modo particolare, a tutte le autorità di impegnarsi per essere all’altezza di questo compito che le centinaia di migliaia di pellegrini e devoti di Oropa ci affidano e per questo, a nostra volta, ci affidiamo alla preghiera con cui si conclude la nota del Cardinal Pizzaballa e di Teofilo III:
“Preghiamo affinché tutti i nostri cuori si convertano, per camminare sui sentieri della giustizia e della vita…”
Don Michele Berchi, rettore del Santuario di Oropa, 31 agosto 2025

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