Oropa 2020: Il Cammino della Gran Madre

Il Cammino della Gran Madre

Il Cammino della Gran Madre è un Cammino-pellegrinaggio prevalentemente montano che collega tutte le chiese Biellesi (e non solo) in cui è venerata una Madonna Nera.

Presentato per la prima volta nell’ottobre 2013 durante il terzo incontro del Capitolo Piemontese della Confraternita di San Jacopo di Compostella, il Cammino della Gran Madre è già stato percorso da numerosi pellegrini. Nell’agosto-settembre 2016, è stato Cammino ufficiale di Confraternita proprio nell’anno della Misericordia.

Un Cammino davvero prezioso per una più approfondita conoscenza del territorio Biellese, soprattutto di quello orientale, che in una cornice naturale di rara bellezza, si rivela ricco di uno straordinario patrimonio storico-artistico con pregevoli opere pittoriche, scultoree ed ebanistiche realizzate da vari artisti nel corso dei secoli. Ma ciò che maggiormente impressiona, è il dato religioso. Nell’area attraversata dal Cammino infatti, un ipotetico quadrilatero di 300Kmq, ci sono 28 santuari e in ben 9 di questi si venera una madonna Nera. Fede e bellezza, un invincibile binomio che si prolunga ormai da secoli. Fin dalla sua presentazione, è stato proposto come Cammino di avvicinamento alla quinta centenaria incoronazione della Madonna di Oropa e da qui al 2020, sarà riproposto come pellegrinaggio ogni anno.

TAPPE DEL CAMMINO

Prima tappa: dal Santuario della Brughiera all’Alpe di Noveis Km 14,5

Tappa corta ma caratterizzata da forti dislivelli: 330m in discesa e 700m in salita. Cosa c’è da vedere: Il Sant. della Novareia, luogo di due apparizioni, Il Santuario del Cavallero con il ponte sospeso sul torrente Sessera (altro luogo di apparizione della Vergine nel 1678), Il paese di Coggiola, l’oratorio di San Giovanni a Formentero dove al suo interno è custodito un affresco di Madonna con Bambino del XV sec., Viera con la chiesa di san Grato e il piccolo Santuario delle Piane dedicato alla Madonna Nera di Oropa e infine l’Alpe di Noveis, la piccola “Svizzera Biellese”.

Seconda tappa: dall’Alpe Noveis a Postua Km 15

Tappa che dopo una breve salita, si svolge praticamente tutta in discesa. Cosa c’è da vedere: la chiesetta alpina di Noveis che domina la valle e la pianura, il Sant. della Brugarola dedicato alla Madonna di Oropa, Venarolo con il piccolo oratorio dedicato a san Giacomo, Piasca, paese natale del Beato Giacobino Canepacio, al quale si ispirò il futuro san Carlo Borromeo, del quale troveremo altre tracce del suo passaggio lungo la via. Fucine, Naulina con i suoi oratori dedicati a San Grato e a San Bernardino. Roncole, dove alcuni mulini sono ancora oggi in uso e l’oratorio di San Sebastiano che è l’edificio più antico della valle, dove al suo interno si può ammirare un ciclo di affreschi del XV sec. sulla Passione di Gesù. Il centro storico di Postua infine è di straordinaria bellezza. Nel museo parrocchiale, accanto al Sant. dell’Addolorata, è custodita la preziosissima Sedes Sapientie, del 1200. Tappa interessante anche dal punto di vista storico, per le miniere di ferro della zona dell’ ”Urtin” già sfruttate dai Celti, dai Romani poi e infine dai Fieschi, principi di Masserano.

Terza tappa: da Postua a Sostegno Km 15.4

Tappa movimentata dal susseguirsi di salite e discese. Cosa c’è da vedere: Il Sant. Madonna di Loreto immerso nei boschi sopra Postua, Guardabosone con i suoi musei (arte sacra, antichi mestieri, scienze naturali, tradizioni agricole) e l’orto botanico, l’antico nucleo medievale, con la chiesa di Sant Agata e l’oratorio di Luppia dedicato alla Madonna nera di Loreto. Appena fuori dal paese, il Sant. Madonna del Carretto e la cappella ottagonale barocca del Gongora. Poco prima di Crevacuore, l’oratorio della Madonna della Serra, completamente affrescata da Tommaso Cagnola nei primi anni del 500. Crevacuore, fu sede del Marchesato appartenuto ai Fieschi di Masserano. Nella chiesa parrocchiale, una pregevole opera attribuita ad un allievo di Gaudenzio Ferrari del 500. Bellissima la finestra in cotto di Casa della Zecca. Il Sant. della Madonna della Fontana, che merita una deviazione di 15 minuti e infine Sostegno, che vanta una notevole storia artistica, visibile specialmente nell’oratorio di San Giacomo.

Quarta tappa: da Sostegno a Gattinara Km 19

E’ importante partire ben forniti di acqua e viveri in quanto lungo questa tappa, non si troverà niente fino a Gattinara. E’ una delle tappe più dure del Cammino per i continui dislivelli e per l’isolamento completo in cui si svolge. Saranno il silenzio dei boschi e la bellezza dei panorami a ripagare della fatica. Cosa c’è da vedere: la Bocchetta delle Chignole, storico passaggio usato fino al 1700 circa, per portare i morti da Sostegno alla Pieve di Naula. La chiesetta della Madonna del Grappa alla Bunda Granda, da dove nei giorni più tersi, la vista spazia dalla città di Novara al Monte Rosa. Le rovine del Castello di San Lorenzo, la torre delle Castelle e la chiesetta della Madonna della Neve da dove si gode un bel colpo d’occhio su Gattinara e la Madonna Nera di Rado nella chiesa di San Pietro.

Quinta tappa: da Gattinara a Masserano Km 19

Tappa molto bella con interessanti spunti storici e paesaggistici e con solo una asperità: il monte Pilone e l’eventuale salita al Sant. Madonna degli Angeli sul colle omonimo, da dove si gode di un panorama stupendo. Cosa c’è da vedere: i vigneti di Gattinara, Lozzolo con l’antico borgo fortificato, il Sant. della Madonna Annunziata (a 10 minuti da Lozzolo). I piccoli paesi di Orbello e Corticella che precedono S. Maria, dove oltre alla chiesa del XI sec, (ricostruita nel XVIII sec) c’è il monastero di Santa Chiara. La parrocchiale di Roasio S. Maurizio, della metà del XII sec, vanta un campanile in struttura romanica e uno spettacolare soffitto affrescato del 1703 con figure di Apostoli, Evangelisti e con l’allegoria delle virtù e arti nobili. Il Sant. della Madonna dei Cerniori con affreschi del primo 500 e la chiesa di S.Eusebio de Pecurili, meritano una deviazione di un paio di Km.La facciata in cotto della parrocchiale di S. Eusebio, è tra le più interessanti del 700 Vercellese. La Via della Croce e la Via del Paradiso, poste all’interno della comunità di don Luigi Longhi, sono due percorsi di fede realizzati in arte contemporanea. Rongio è l’ultimo piccolo paese prima di Masserano. Quest’ultima località è una tra le più interessanti attraversate dal Cammino. Ricco di storia, di arte e di chiese, fra cui l’antica chiesa di S. Teonesto del X sec, e la Collegiata, dove c’è la stupenda Salus Infirmorum, la Madonna Nera. Da non perdere la visita a palazzo dei Principi, sede del Comune.

Sesta tappa: da Masserano a Portula Km 16.5

Questa è dura, veramente dura per chi non è abituato alle salite. Il dislivello da superare complessivamente, sarà di 900 m in salita e 600 in discesa. Cosa c’è da vedere: la fatica di questa tappa, sarà mitigata dalla bellezza del paesaggio, attraversando una delle zone più interessanti ed esclusive del Biellese: le Rive Rosse. Nella prima parte di questa tappa, sarà la Natura a dare spettacolo: l’albero di Cacciano, il Parco Arcobaleno, il lago delle Piane, per poi arrivare alla chiesetta della Madonna del Sabbione e successivamente al rifugio La Sella, dove il 26 dicembre del 1944, fu teatro del lancio aereo più importante da parte degli alleati a favore dei partigiani. Si entra così nella valle del Ponzone. Ponzone, Pramorisio, dove nel piccolo oratorio di San Defendente c’è un pregevole affresco di Madonna con Bambino del XVIII sec, e Pratrivero, dove nella parrocchiale, una tela di Bartolomeo Caravaglia del 1650 rappresenta la Sacra Famiglia, sono i paesi che si incontrano prima di giungere a Portula, dove su di un colle, sorge il Sant. di Rossiglione, dove è posta la statua della Madonna nera.

Settima tappa: da Portula a Sagliano Km 20

Tappa che si svolge lungo le strade che percorrono i pellegrini del Triverese per giungere a Oropa. Lunga e articolata ma non impegnativa, attraversa molte piccole frazioni dove tante sono le manifestazione di fede verso la Madonna Nera. Cosa c’è da vedere: la chiesa di Trivero, dedicata ai SS Quirico e Giulitta, con preziosi quadri e una stupenda Madonna del Carmine, opera lignea di Giovanni Mainoldi del 1662. Il Sant. della Madonna di Brughiera con due chiese. La più grande rappresenta una delle migliori espressioni barocche del 600 biellese. Una pregevole tela, posta sull’altare, rappresenta l’adorazione dei pastori (1651). Bellissimi gli affreschi della volta e delle pareti del presbiterio. Le chiese di Bulliana, di Veglio, di San Giuseppe di Casto, ricche di opere d’arte soprattutto lignee, gli oratori di Trivero, Sella di Mosso, San Antonio di Marcone, una via Crucis, le innumerevoli cappelle e i dipinti murali lungo la via, ne fanno una vera via di pellegrinaggio. A Vacchiero c’è un piccolo oratorio dedicato alla Madonna di Oropa, a Sagliano la chiesa dei Santi Giacomo e Stefano e l’oratorio della SS Trinità, edificio a pianta ottogonale con affreschi di Daniele de Bosis. In via Roma 4, vi è la casa natale di Pietro Micca, l’eroico patriota.

Ottava tappa: da Sagliano al Santuario di Graglia Km 22

E’ la tappa più lunga del Cammino, caratterizzata da continui sali e scendi, che dalla valle Cervo, attraversando la valle dell’Oropa, giunge in valle Elvo, la più verde e aperta valle del Biellese. Cosa c’è da vedere: il parco della Burcina, con le splendide fioriture e gli alberi secolari, Pollone, paese che diede i natali a uomini illustri: Lorenzo Delleani, pittore; De Agostini don Alberto Maria, missionario ed esploratore; De Agostini Giovanni, geografo e cartografo; Frassati Alfredo, fondatore de “La Stampa” di Torino; e Frassati Pier Giorgio, beatificato da Giovanni Paolo II nel 1989, ed è protettore delle Confraternite. Sordevolo, paese di origine molto antica, è oggi conosciuto nel mondo come “il paese della Passione”. Qui infatti ogni cinque anni si svolge il tradizionale spettacolo della “Passione di Cristo”, che viene rappresentata con la partecipazione di tutta la popolazione. Il Sant. di Graglia, dedicato alla Madonna di Loreto, che è posta nel Sacello a sinistra dell’altare maggiore.

Nona tappa: Dal Santuario di Graglia al Santuario di Oropa Km 14

Quest’ultima è una tappa di media montagna. Sono gli ultimi 800 metri di dislivello per giungere alla meta. L’ultima ascesa della nostra ascesi che terminerà quando oltrepasseremo la soglia e ci troveremo al cospetto della Madonna Nera di Oropa. Cosa c’è da vedere: panorami stupendi sui monti e sulla pianura, sui pascoli e sulle cascine della valle Elvo. Lo storico ponte Ambrosetti sul torrente Elvo, la chiesetta di S. Grato che ebbe come ospite anche Giosuè Carducci, e, per chi ha ancora fiato e un pò di forza, San Bartolomeo, luogo dove nacque il culto di Oropa. (oppure, volendo percorrere la strada asfaltata del Tracciolino, è possibile visitare il bellissimo borgo di Bagneri e la grande struttura della Trappa) per poi giungere al magnifico complesso del Santuario Mariano di Oropa, che non ha bisogno di presentazioni.

PER INFORMAZIONI:
https://camminodellagranmadre.blogspot.com/
tonicrestani@gmail.com – 339.3673887
brunobosia@virgilio.it – 328.2849398

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