Carissimi, ci siamo raccolti a celebrare la solennità dell’Immacolata Concezione, quest’anno in maniera significativa e ricca di memoria per la nostra fede nella ricorrenza del 170° anniversario della proclamazione del dogma.
L’8 dicembre del 1854, infatti, il Papa Pio IX, con la bolla Ineffabilis Deus, proclamava come verità infallibile della fede cattolica che Maria, fin dal primo istante della sua concezione, è stata preservata dal peccato originale e in lei non vi è nessuna macchia di peccato. Maria è la piena di grazia, la tutta Bella, la tutta Santa: Tota Pulchra es Maria, et macula originalis non est in te!
Il Vangelo ci racconta uno dei momenti più importanti, più significativa, nella storia dell’umanità che è uno sviluppo di questo singolare privilegio concesso alla Vergine Santa in vista della sua divina maternità: l’Annunciazione (cfr Lc 1,26-38), quando il “sì” di Maria all’Arcangelo Gabriele permise l’Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù. È una scena che suscita la più grande meraviglia e commozione perché Dio, l’Altissimo, l’Onnipotente, per mezzo dell’Angelo dialoga con una giovane di Nazaret, chiedendone la collaborazione, il suo sì, per il suo progetto di salvezza.
“Come nella scena della creazione di Adamo dipinto da Michelangelo nella Cappella Sistina, dove il dito del Padre celeste sfiora quello dell’uomo; così anche nella scena dell’Annunciazione, – ha ricordato oggi Papa Francesco – l’umano e il divino si incontrano, all’inizio della nostra Redenzione, si incontrano con una delicatezza meravigliosa, nell’istante benedetto in cui la Vergine Maria pronuncia il suo “sì”. Lei è ancora una giovane donna, umile, piccola, e viene chiamata per sempre al centro della storia: dalla sua risposta dipendono le sorti dell’umanità, che può tornare a sorridere e a sperare, perché il suo destino è stato posto in buone mani. Sarà Lei a portare il Salvatore, concepito dallo Spirito Santo.
Maria, dunque, come la saluta l’Arcangelo Gabriele, è la «piena di grazia» (Lc 1,28), l’Immacolata, che sempre si affida completamente al Signore. In lei non c’è nulla che faccia resistenza alla sua volontà, nulla che si opponga alla verità e alla carità. Ecco la sua beatitudine, che tutte le generazioni canteranno. Rallegriamoci anche noi perché guardando a Maria Immacolata siamo chiamati a vivere nel bene, nella speranza, resistendo al peccato.
Fratelli e sorelle, contemplando questo mistero anche noi pur nello sconcerto del tempo presente, nelle difficoltà e nelle prove, possiamo essere certi che il Signore ci ha guardato con uno sguardo di predilizione e ci chiama a prendere parte del suo progetto di Amore e di partecipare al suo disegno salvifico. Non può mancare perciò la nostra testimonianza. Non può mancare il nostro sì. Chiediamo alla Vergine santa di benedire la nostra vita e di risplendere sempre davanti a questa generazione come figli di Dio, immacolati, benedetti dal Padre. Buona festa!
Mons. Roberto Farinella, 8 dicembre 2024



