Omelia del Vescovo per la Processione di Biella

Leggi l’omelia del Vescovo per la Processione della Città di Biella del 4 maggio 2024

Fratelli e sorelle
Desidero innanzitutto salutare tutti voi, qui convenuti, in questo giorno di festa.

Siamo venuti in pellegrinaggio alla Madonna di Oropa per adempiere un voto secolare che i nostri padri fecero, invocando l’aiuto della Beata Vergine Maria, per essere salvati dal fatale contagio della peste che minacciava la nostra amatissima città, oltre quattro secoli fa.
Questo voto è iscritto nel patrimonio genetico di fede e di tradizione della nostra gente; sentiamo che è una cosa preziosa che appartiene a tutti noi: esso provoca ogni battezzato e ogni cittadino a uscire dalla propria casa, dal proprio perimetro sociale e culturale, per ritrovarsi insieme davanti alla effigie dell’augusta Madonna Nera per invocare la sua materna intercessione presso il suo Figlio Gesù, che amorevolmente tiene tra le braccia. Adempiere alla processione votiva ci dice che il nostro Popolo non dimentica, ma tiene vivo il senso della memoria: nei pericoli e lungo i tanti momenti della nostra storia la Beata Vergine Maria ci è sempre stata Protettrice e Patrona e con lei possiamo sperare, con fiducia, di camminare verso un futuro di pace e di bene.

Anche oggi desideriamo vivere questo evento di fedeltà e di grazia che chiamiamo semplicemente “voto” alla Madonna attraverso la preghiera, con la celebrazione dell’Eucaristia illuminata e sostenuta dalla Parola di Dio, nella fraterna comunione di un solo Corpo ecclesiale e sociale qui riunito, nella benedizione del Signore che invochiamo su tutti noi e la nostra terra per intercessione della Vergine Benedetta.

La Città di Biella si votò più volte alla Madonna in occasione di epidemie, fino a costruire l’attuale Basilica (e più di recente quella monumentale che è divenuta un simbolo di questo Santuario e che in queste sere abbiamo visto illuminata con i colori rosa, per il grande evento del giro d’Italia che domani avrà qui la sua tappa); nel 1620 poi per suggellare il rapporto di amorevole affetto tra la nostra gente e la Vergine santa fu deciso di Incoronare la sacra effigie della Madonna Nera, ripetendo così quel gesto ogni cento anni, come abbiamo fatto, con l’aiuto di Dio, anche di recente, nella V centenaria Incoronazione del 2021.

Fin da quei tempi remoti che ci vengono richiamati dal voto, le autorità religiose e civili insieme alla popolazione si strinsero attorno alla venerata effigie per trovare sostegno nel fermare il dilagare della peste e di altri pericoli, mentre la loro fede operosa li spingeva alla carità reciproca a favore di tutta la cittadinanza; una carità a volte faticosa ma sempre coraggiosa: bisognava stare accanto ai contagiati, ai bisognosi, senza abbandonare i sofferenti e aiutarsi tutti con una solidarietà reciproca, perché non mancassero il pane e i beni primari. In questo modo i nostri avi affrontarono quelle gravi minacce traendo forza dal dono più prezioso che avevano: la loro forza d’animo, la speranza della vita, l’impegno senza sosta.

Alleati nella fede a Maria, Madre di Dio, si sostennero, creando una socialità e una solidarietà che metteva al centro la persona umana, le sue necessità e quelle dell’intera comunità. Servivano ospizi, ospedali, cure, accoglienza, pane. Anche gli incurabili sentivano il conforto della pietà e della carità cristiana, ed erano sostenuti da braccia e cuori compassionevoli mentre si avvicinava la morte.
Anche oggi assistiamo, in tanti casi, a gravi minacce e tanti pericoli nelle nostre società contro la vita e, in genere, contro la dignità della persona umana.
Oggi per noi rinnovare il voto cittadino diventa una promessa, un impegno di metterci a disposizione, ciascuno per la propria parte, come abbiamo sentito del Vangelo, ad amare con un amore più grande, ad avere fiducia nel cammino della vita, anche quando occorre affrontare prove e difficoltà.

Le tragiche immagini delle guerre che stanno causando migliaia di morti e feriti, la fatica di trovare soluzioni di pace, il nostro pianeta minacciato dalla crisi ambientale, sono prima di tutto le conseguenze di una crisi morale e umana planetarie, che ci inquieta. Anche la stessa violenza verbale, psicologica e fisica spesso consumata tra le mura domestiche, nei nostri ambiti, nelle famiglie, persino da nostri ragazzi, ancora giovanissimi, rischiano di farci perdere la speranza.
Questa violenza e mancanza di rispetto della vita può arrivare anche nei nostri quartieri, nelle nostre case, nei luoghi dove operiamo se non opponiamo un’autentica cultura a favore della dignità della vita e della persona. L’antidoto c’è. E’ la nostra costanza nel bene e la nostra fede, che dice Gesù ha vinto il mondo.

Carissimi, sembra oggi sentire la voce della nostra amata Regina del monte di Oropa che ci invita a resistere alla logica del male e dell’indifferenza di fronte al male per realizzare ciò che di più creativo, bello e costruttivo possa esserci per la nostra città e la nostra società, un’oasi di vita, di amore, di crescita di ogni persona.
Deve essere un impegno di tutti; di quanti siamo nati in queste terre e di coloro che sono giunti tra noi venendo da terre, da religioni e culture diverse e che abbiamo accolto con fiducia per una società che sa vivere la convivialità delle differenze.

Mentre rinnoviamo davanti all’icona della Vergine Santa il voto cittadino, preghiamo per la nostra città, il bene comune, il lavoro, l’educazione dei giovani, la pace. La Vergine Santa che da secoli veglia sul nostro Popolo, ascolti la nostra supplica, ci protegga e ci aiuti.

Mons. Roberto Farinella, Vescovo di Biella, 4 maggio 2024

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