Il benvenuto del rettore all’arrivo dei pellegrini della Processione di Fontainemore
Carissimi Amici
Siamo finalmente alle porte del Santuario di Oropa, meta di questo stupendo e faticoso pellegrinaggio.
Voglio salutare ciascuno a nome del Vescovo di Biella e di tutto il Santuario con le parole che Papa Francesco ha rivolto ai pellegrini di un altro grande pellegrinaggio tra Macerata e Loreto: “«Peregrinare è camminare. È fare in una sera (noi diremo in una notte) quello che si fa in tutta la vita: andare avanti». Tutta la vita! Ma che cosa vuol dire andare avanti? Papa Francesco continua in modo chiaro: significa andare «all’incontro con la pienezza. La pienezza di Gesù».
Ciascuno di noi si è messo in cammino per motivi diversi: chi spinto dalla devozione alla Madonna che gli è stata tramandata da secoli di generazioni, chi per un particolare bisogno e per domandare aiuto, chi per ritrovare speranza, chi per ringraziare perché alla Madonna deve molto, per sé e per i propri cari. Tra noi può esserci anche chi ha voluto fare solo un po’ di trekking o per partecipare a un imponente gesto tradizionale, ma tutti, ha ragione il Papa, tutti per cercare una pienezza, qualcosa, Qualcuno che ci riempia, che riempia la nostra vita di senso e di soddisfazione.
“Peregrinare è fare in una notte quello che si fa in tutta la vita. E’ vero lo abbiamo sperimentato tutti in molte cose che abbiamo condiviso questa notte: innanzitutto abbiamo condiviso la fatica, tanta fatica! Ma in fondo questa, la fatica, è ciò che condividiamo non solo nel pellegrinaggio ma appunto nella vita.
La fatica della vita, la conosciamo tutti, così come tutti sentiamo la fatica nelle gambe in questo momento e come questa notte, non essere da soli è fondamentale.
Tutti poi, consapevolmente o no, abbiamo seguito la Croce: caro amico pellegrino, non abbiamo vagato, ma con più o meno coscienza a seconda della fede di ciascuno e di quanto le forze ci hanno permesso di rendercene conto, abbiamo camminato e camminiamo seguendo Colui che ben conosce la strada che porta alla salvezza. Colui che sa bene qual è la strada per risorgere da ogni male.
Tutti questa notte siamo stati e siamo anche adesso insieme. Sì, non sei solo! Il lavoro di tanta gente, di tanti volontari ha permesso che tu potessi fare questo pellegrinaggio, tanta gente ci ha aiutato, Come nella vita: pensa a quanta gente ti ha aiutato e ti ha accompagnato e a cui devi tanto durante la tua vita; e a quanta gente puoi aiutare.
Abbiamo visto insieme l’alba. Segno di speranza, come a ricordare che ogni notte, anche la più dura ha un’alba.
Abbiamo fatto tanti passi insieme, uno dopo l’altro, alcuni senza accorgercene, altri più faticosi e proprio mentre facevamo questi, risorgeva la domanda: perché vale la pena camminare ancora? E abbiamo dovuto ridircelo, farne memoria. Anche questo succede nella vita: bisogna ritrovare i motivi, il senso della vita, soprattutto nei momenti più difficili.
Ed ora siamo arrivati. Sei arrivato ad Oropa!
Permettetemi di riprendere un’altra bellissima espressione di Papa Francesco che quando parla di Gesù dice sempre “… e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando”.
Sì, sei atteso!
Tu hai camminato una notte, ma Gesù, attraverso le braccia di Sua Madre, la Madonna di Oropa, non solo questa mattina, ma è una vita che ti attendono. Anzi che ti accompagnano passo dopo passo perché tu possa incontrarli; anche questo, anzi soprattutto per questo il pellegrinaggio è profezia della vita: perché sei atteso, siamo attesi e desiderati uno a uno. Per questo baceremo la soglia di quella casa dove c’è scritto “beato te che sei guardato dai Suoi occhi”, cioè beato te che sei atteso.
Atteso come figlio, attesa come figlia.
Carissimi amici di Fontainemore lasciatemi ancora aggiungere un ringraziamento a tutti voi; oltre a ringraziare tutti quelli che hanno organizzato questo pellegrinaggio (solo chi ha già organizzato eventi come questi sa quale mole di lavoro, di permessi, di autorizzazioni, e quindi di pazienza e dedizione sono necessari; e anche di soldi, diciamolo!), oltre a ringraziare tutti coloro che si sono prestati per l’assistenza medica, dicevo voglio ringraziare tutti voi di Fontainemore per la vostra accoglienza. Questo è il vostro pellegrinaggio e noi tutti (biellesi e non) siamo un po’ degli intrusi, ma la vostra storica accoglienza ci ha fatto sempre sentire di essere accolti e curati come degli ospiti, anzi come dei fratelli. Grazie!!! Perché non è dovuto e non vogliamo darlo per scontato.
A tutti: benvenuti alla Casa della Regina del monte di Oropa, benvenuti nella Sua casa e casa vostra.









